Tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90 del secolo scorso nel nostro Paese c’era un forte interesse per la storia in generale e per l’arte in particolare, programmi televisivi e riviste patinate spingevano gli italiani verso il “bello”. In quel periodo il nostro negozio era molto frequentato, anche da chi non si era mai avvicinato a questi temi e notammo un particolare interesse per i gioielli d’epoca. Per questo motivo abbiamo inserito nelle nostre collezioni anche una sezione dedicata ai preziosi e agli orologi. I gioielli che presentiamo coprono un arco temporale di circa 100 anni: dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni ’70 e ’80 del Novecento e sono composti da pezzi unici che, oltre alla bellezza e alla storia, possono anche rappresentare un’ottima forma di rifugio.
A partire dagli anni ’30, in seguito alla crisi economica del 1929, i gioiellieri subirono un forte calo degli ordini. Le signore e i signori dell’alta società, scampati alla crisi, si rivolgevano ancora ai loro gioiellieri di fiducia, ma, per paura di essere derubati se uscivano con i loro gioielli addosso, si facevano realizzare una copia del gioiello autentico con materiali simili ma non preziosi, come strass, vetri colorati, smalti, cristalli e leghe simili all’oro o metalli dorati eccellenti nello stile e nella fattura. Questo fenomeno fece sì che i più grandi designer come ALPHRED PHILIPPE, che lavorò a lungo per “TRIFARI”, o GENE VERRI, che lavorò per “CORO”, si trasferissero negli USA, contribuendo in modo fondamentale alla produzione di bijoux su larga scala. Insomma, la mania per i bei gioielli conquistò donne di ogni ceto sociale e aumentò il numero di coloro che investirono nel settore, dando vita a numerose industrie in cui emersero nomi di importanti designer che contribuirono alla creazione di veri e propri “GIOIELLI” in forme e materiali sempre più pregiati e di design, al grido di: “UN DIAMANTE È PER SEMPRE, UNO STRASS È PER TUTTI”!
Nella nostra galleria troverete anche bigiotteria firmata (TRIFARI, EISEMBERG, CORO, MIRIAM HASKELL……) risalenti agli anni ’30 e ’60 del secolo scorso.
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